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‘I guerrieri di Dio’, la storia di Hezbollah nel libro di Fabei e Polese

PERUGIA – Partito politico, forza militare, organizzazione sociale e culturale, forza rivoluzionaria. Hezbollah è questo e anche altro. Gruppo oppositore determinato dell’imperialismo e protagonista della liberazione del Libano da Israele. Forza militare molto attiva in Siria. Stefano Fabei e Fabio Polese hanno realizzato un volume per raccontare la storia del Partito di Dio.

Partito politico, milizia armata, organizzazione attiva in campo sociale, culturale, assistenziale, gruppo terroristico: cos’è Hezbollah?

«È tutto questo, e altro, Hezbollah. Anche se, definirlo gruppo terroristico risulta allo stato dei fatti alquanto incauto, considerando il ruolo che ha svolto, e continua a svolgere, tanto in Siria contro l’ISIS e al fianco del legittimo potere di Bashar al-Assad, quanto nello stesso Libano contro i gruppi che, come il Fronte al-Nusra, vicino ad al-Qaida, cercano di destabilizzare il Paese dei Cedri. Il Partito di Dio per certi aspetti è oggi la forza che, con l’esercito, e forse più efficacemente di questo, difende il Libano dagli attacchi terroristici esterni».

Dalle origini all’impegno in Siria, com’è cambiato il volto del Partito di Dio?

«Movimento nato negli anni Ottanta del XX secolo, in seguito al trionfo della rivoluzione che, guidata da Khomeini, portò all’instaurazione nel 1979 della Repubblica islamica dell’Iran, Hezbollah si è in principio proposto sia di rappresentare gli interessi fino allora misconosciuti della componente musulmana sciita, maggioritaria nel Paese dei cedri, sia di creare in Libano una forma di governo capace di garantire i diritti di tutti i connazionali, a prescindere dalla confessione religiosa, e l’indipendenza, attraverso la Resistenza all’occupante israeliano».

L’obiettivo di creare in Libano una Repubblica islamica sul modello iraniano è ancora perseguito?

«Il progetto d’instaurare uno Stato islamico negli anni è stato pragmaticamente messo da parte da Hezbollah che per realizzare tale obiettivo, certo gradito, vorrebbe il consenso della stragrande maggioranza dei libanesi. Il Partito di Dio, negli ultimi anni, ha consolidato l’alleanza sia con forze politiche laiche, sunnite e druse, sia con ampie componenti cristiane, come quelle rappresentate dal generale Michel Aoun, attuale presidente della Repubblica. Molti oggi sono i libanesi convinti che Hezbollah, soprattutto dopo la «divina vittoria» sull’invasore israeliano, sia il difensore dello Stato e dell’indipendenza del Paese. La lotta contro Israele, ritenuto avamposto dell’imperialismo americano nella regione e il principale nemico dei libanesi e dei palestinesi, oltre che degli oppressi di tutto il mondo, continua a costituire una delle ragioni d’essere del partito-milizia guidato da Hassan Nasrallah. I ‘guerrieri di Dio’ sono oggi impegnati, al fianco della Russia di Putin e dell’Iran, nella difesa della Siria da un’aggressione sostenuta, per ragioni diverse e con differenti finalità, da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Turchia, oltre che dagli Stati Uniti e da alcuni Paesi loro alleati, o a loro molto vicini, in Medio Oriente».

Quali sono i punti di forza del Partito di Dio che fanno presa tra le persone?

«I punti di forza di Hezbollah sono molteplici. Quello fondamentale è stata la capacità di inserirsi e talvolta sostituirsi al governo libanese. Quando le autorità erano assenti, il Partito di Dio c’era, a prescindere dalle confessioni religiose che animano da sempre il Paese. Vicino al popolo in molte situazioni di difficoltà, sin dall’inizio della sua storia».

Come nasce la collaborazione tra Fabio Polese e Stefano Fabei?

«L’idea di realizzare ‘I Guerrieri di Dio’ nasce una sera d’estate. Pur essendoci diverse pubblicazioni che parlano di Hezbollah, abbiamo pensato che fare un volume a quattro mani, sfruttando le conoscenze specifiche di ognuno di noi, ovvero quelle di uno storico e quelle di un giornalista fotoreporter andato più volte in Libano, avremmo potuto realizzare qualcosa di diverso − e forse meno di parte − da quello già esistente nel mercato. Il saggio inizia con la rappresentazione del contesto libanese e mediorientale in cui il Partito di Dio è nato e cresciuto, fino ad arrivare ai giorni nostri e all’entrata dei miliziani sciiti nel conflitto in atto in Siria».

Cosa raccontano le foto di quella realtà?

«In questo volume c’è un piccolo inserto fotografico. Gli scatti sono stati realizzati in diversi viaggi e documentano in particolare la festa della Liberazione del sud del Libano dalle forze di occupazione avvenuta nel 2000, festa che ogni anno si celebra il 25 maggio. Diciassette anni fa, per la prima volta, le televisioni di tutto il mondo hanno trasmesso le immagini dei soldati israeliani costretti a dare le spalle ai loro avversari. Questo primato assoluto conferì a Hezbollah molta popolarità e il consenso di gran parte del popolo del Paese dei Cedri».

Con il suo lavoro di fotoreporter Fabio Polese ha testimoniato i conflitti infiniti, i popoli in guerra da sempre. Cosa unisce queste realtà che non vogliono piegarsi a nessuno?

«Le unisce una voglia ormai quasi del tutto persa in questa era moderna. Quella di lottare per la propria terra e per il proprio popolo. Le unisce la determinazione che porta certi uomini a combattere contro i nemici della propria Nazione. Nemici che, spesso, in questo periodo storico, pur essendo geograficamente lontani, sono identici per tutti. Ovvero gli interessi economici che mirano a distruggere le specificità dei popoli a guadagno di pochi. C’è chi rimane immobile e chi, invece, è pronto a morire per far sì che questo non accada».

Stefano Fabei – Fabio Polese, I guerrieri di Dio. Hezbollah: dalle origini al conflitto in Siria, Mursia, Milano 2017, pagine 394, Euro 21,00. (EAN 9788842558040)

Stefano Fabei, classe 1960, è autore di molti saggi tra cui: Il fascio, la svastica e la mezzaluna (2002), I neri e i rossi (2011), Il generale delle Camicie Nere (2013), «Tagliamento» la legione delle Camicie Nere in Russia (1941-1943), Storia del Marocco moderno (2014), La Grande Guerra e la rivoluzione proletaria (2015).

Fabio Polese, classe 1984, è giornalista e fotoreporter. Ha realizzato reportage in diverse zone calde del mondo. Ha pubblicato: Le voci del silenzio. Storie di italiani detenuti all’estero (2012) e Strade di Belfast. Tra muri che parlano e sogni di libertà (2015).

di Umberto Maiorca, www.lanotiziaquotidiana.it

 

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