FABIO POLESE | REPORTER

I figli dimenticati di Angeles City

fabiopolese84@libero.it 24 gennaio 2017 Nessun commento su I figli dimenticati di Angeles City

La pelle un po’ più chiara. Gli occhi occidentali. I capelli biondi o rossi. Sono i figli di nessuno. O meglio, un padre c’è. Ma alcuni non lo hanno mai conosciuto. Altri lo hanno visto solo in una foto sbiadita recuperata chissà dove. Siamo ad Angeles City, nome di origine spagnola che per un curioso e triste destino sarebbe la “città degli angeli”, ottantacinque chilometri a nord-ovest di Manila, nelle Filippine. Un posto dove non c’è nulla di interessante da vedere, ma ogni anno si riempe di centinaia di migliaia di “turisti” maschili. Hotel a cinque stelle, piscine, bordelli luminosi camuffati da disco pub e lusso da una parte. Dall’altra l’infelice quotidianità dell’infanzia negata, della povertà e della solitudine.

Il supermarket del sesso

Angeles City viene considerata la capitale della prostituzione del Paese asiatico. Nei siti specializzati per il turismo sessuale la chiamano anche “supermarket del sesso”, dove con pochi soldi puoi trovare compagnia tra le oltre 12mila ragazze che si vendono, molte delle quali minorenni. In realtà, però, è un fast food. Entri, consumi velocemente e vai via. Prendi un aereo e torni a casa tua. Nella normalità della vita di tutti i giorni: una famiglia, gli amici, il lavoro. Ma molto spesso quella mezz’ora diventa una nuova vita, costretta a crescere senza un padre, nelle periferie povere della città. Dove le luci si spengono e la musica diventa rumore. Dove non ci sono drink da consumare nei banconi dei locali o nelle terrazze degli alberghi. Dove non c’è molto da mangiare. Dove ci si sente diversi dagli altri bambini. E dove si vive alla giornata, sperando che qualcosa di bello possa accadere al più presto.

Le truppe americane e la nascita dei bar proibiti

I figli dei bordelli sono tanti, troppi. I primi sono nati durante la guerra in Vietnam, quando la “città degli angeli” ospitava la base aerea di Clark – chiusa nel 1991 -, la più grande dell’US Air Force al di fuori degli Stati Uniti. Ed è proprio per “soddisfare” le truppe americane che sono sorti numerosi bar, trasformando Angeles City nella destinazione preferita dei turisti occidentali del sesso in questa area del sud-est asiatico. Nonostante nelle Filippine – il Paese più cattolico dell’Asia – la prostituzione sia vietata per legge, con pene che possono arrivare fino all’ergastolo, accade che è tollerata dalla polizia e dai governanti locali soprattutto perchè produce un guadagno altissimo. Talmente alto che è capace di non turbare le coscienze di molti.

Il futuro che non c’è

Non di tutti, però. Alcuni piccoli – i più fortunati – trovano aiuto nelle organizzazioni di soccorso che, operando nella zona, cercano di alleggerire il peso di queste vite perdute. I volontari offrono un riparo ed un pasto sicuro. Ma questo lavoro non basta e il fenomeno dei “figli dimenticati” cresce di giorno in giorno. E così molti bambini ripercorrono la strada delle loro madri e appena poco più che adolescenti entrano a loro volta nel mondo buio della prostituzione. Dove i colori sono solamente una fatua illusione momentanea, frutto dei sogni infranti dai turisti dagli occhi azzurri. O dai capelli biondi.

di Fabio Polese, www.gliocchidellaguerra.it

 

 

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